See-Tech
Home Chi siamo Servizi Strumenti di Ricerca Contatto mail
 
Es. Relazioni Intervento Es. Relazioni Interv. 2 Foto Ricerca Perdite Acqua

Termografia Impianto Cause Cattivi Odori Cause Umidità Ostruzione Fognaria Ponti Termici

Termografia Impianto 2

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

Termografia impianto di riscaldamento

 

 

See-Tech Termografia impianto di riscaldamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

¢ La Temperatura Ambiente oscillava dà 18,6° a 21,8°, la Temperatura media standard dovrebbe es-sere compresa tra 18° e 20°, per gli edifici di civile abitazione.

 

Art. 3 (DPR 412/93 )

 

1. Gli edifici sono classificati in base alla loro destinazione d'uso nelle seguenti categorie:

E.1 Edifici adibiti a residenza e assimilabili:

E.1(1) abitazioni adibite a residenza con carattere continuativo, quali abitazioni civili e rurali, collegi, conven-ti, case di pena, caserme;

E.1(2) abitazioni adibite a residenza con occupazione saltuaria, quali case per vacanze, fine settimana e si-mili;

E.1(3) edifici adibiti ad albergo, pensione ed attività similari;

E.2 Edifici adibiti a uffici e assimilabili: pubblici o privati, indipendenti o contigui a costruzioni adibite anche ad attività industriali o artigianali, purché siano da tali costruzioni scorporabili agli effetti dell'isolamento ter-mico;

E.3 Edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili ivi compresi quelli adibiti a ricovero o cura di minori o anziani nonché le strutture protette per l'assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici;

E.4 Edifici adibiti ad attività ricreative, associative o di culto e assimilabili:

E.4(1) quali cinema e teatri, sale di riunione per congressi;

E.4(2) quali mostre, musei e biblioteche, luoghi di culto;

E.4(3) quali bar, ristoranti, sale da ballo;

E.5 Edifici adibiti ad attività commerciali e assimilabili: quali negozi, magazzini di vendita all'ingrosso o al mi-nuto,supermercati, esposizioni;

E.6 Edifici adibiti ad attività sportive:

E.6(1) piscine, saune e assimilabili;

E.6(2) palestre e assimilabili;

E.6(3) servizi di supporto alle attività sportive;

E.7 Edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;

E.8 Edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili.

2. Qualora un edificio sia costituito da parti individuabili come appartenenti a categorie diverse, le stesse de-vono essere considerate separatamente e cioè ciascuna nella categoria che le compete.

Art. 4

(Valori massimi della temperatura ambiente)

1. Durante il periodo in cui è in funzione l'impianto di climatizzazione invernale, la media aritmetica delle temperature dell'aria nei diversi ambienti di ogni singola unità immobiliare, definite e misurate come in-dicato al comma 1 lettera w) dell'art. 1, non deve superare i seguenti valori con le tolleranze a fianco indica-te:

a) 18° C + 2° C di tolleranza per gli edifici rientranti nella categoria E.8;

b) 20° C + 2° C di tolleranza per gli edifici rientranti nelle categorie diverse da E.8.

2. Il mantenimento della temperatura dell'aria negli ambienti entro i limiti fissati al comma 1 deve essere ot-tenuto con accorgimenti che non comportino spreco di energia.

3. Per gli edifici classificati E.3, ed E.6 (1), le autorità comunali, con le procedure di cui al comma 5, possono concedere deroghe motivate al limite massimo del valore della temperatura dell'aria negli ambienti durante il periodo in cui è in funzione l'impianto di climatizzazione invernale, qualora elementi oggettivi legati alla de-stinazione d'uso giustifichino temperature più elevate di detti valori.

4. Per gli edifici classificati come E.8 sono concesse deroghe al limite massimo della temperatura dell'aria negli ambienti, durante il periodo in cui è in funzione l'impianto di climatizzazione invernale, qualora si verifi-chi almeno una delle seguenti condizioni:

a) le esigenze tecnologiche o di produzione richiedano temperature superiori al valore limite;

b) l'energia termica per il riscaldamento ambiente derivi da sorgente non convenientemente utilizzabile in al-tro modo.

5. Ferme restando le deroghe già concesse per gli edifici esistenti in base alle normative all'epoca vigenti, i valori di temperatura fissati in deroga ai sensi dei commi 3 e 4 devono essere riportati nella relazione tecnica di cui all'art. 28 della legge 9 gennaio 1991, n. 10 assieme agli elementi tecnici di carattere oggettivo che li giustificano. Prima dell'inizio lavori le autorità comunali devono fornire il benestare per l'adozione di tali valori di temperatura; qualora il consenso non pervenga entro 60 giorni dalla

presentazione della suddetta relazione tecnica, questo si intende accordato, salvo che non sia stato notifica-to prima della scadenza un provvedimento interruttivo o di diniego riguardante le risultanze della relazione tecnica.

¢ Si denota un forte sbilanciamento nell'impianto data l'errata realizzazione e/o una errata progetta-zione, vista l'anno di costruzione dell'impianto, che potrebbe essere ovviata ristabilendo un adeguato confort ed un sicuro risparmio, attraverso un ammodernamento dello stesso, inserendo almeno delle valvole termostatiche su ogni radiatore che permetterebbero la regolazione della temperatura di ogni

 

singolo locale, favorendo il funzionamento di alcuni corpi radianti che attualmente hanno un apporto mi-nore di fluido scaldante.

Si ricorda inoltre che eventuali arredi, tendaggi, incassi ecc. diminuiscono in maniera drastica, la resa di ogni corpo scaldante.

 

 

 

 

LOCALE CUCINA

LOCALE STIRERIA

 

LOCALE BAGNO RADIATORE 1

LOCALE BAGNO RADIATORE 2

LOCALE SALONE RADIATORE 1

INGRESSO

LOCALE SALONE 2

LOCALE SALONE 3

LOCALE STUDIO

INGRESSO 2

CAMERA

CAMERA 2

BAGNO 3

Conclusioni:

Per quanto sopra documentato, si riscontra una carenza di funzionamento solo sul radiatore del locale stire-ria ( Pag. 4 ).

Cause possibili:

Gli attacchi potrebbero essere parzialmente occlusi dà incrostazioni;

Gli attacchi risultano essere invertiti tra mandata e ritorno;

Si consiglia inoltre per favorire lo scambio termico dei radiatori attraverso la circolazione naturale dell'aria tra gli elementi che lo compongono, di rimuovere e/o provvedere in fase di funzionamento, i tendaggi, gli arredi ecc. che ne compromettono la resa ed una conseguente minor temperatura all'interno dei locali

 

 

Copyright 2008 SEE-TECH